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Battery swap: sarà la svolta per l’auto elettrica?


Battery swap: sarà la svolta per l’auto elettrica?

E se per ricaricare l’auto elettrica facessimo a meno delle colonnine? Quello che oggi ha tutta l’aria di un’utopia, un domani, nemmeno troppo lontano, potrebbe essere realtà. Grazie a una soluzione tecnologica innovativa e destinata a far risparmiare tempo: il battery swap.

Vale a dire la sostituzione della batteria, giunta ormai a esaurimento, con un’altra completamente carica. In pratica, il conducente, invece di lasciare la sua vettura collegata a una colonnina di ricarica, risolverà la pratica grazie a una stazione automatica oppure l’ausilio di meccanici specializzati in questo tipo di operazione.

Qualora questa soluzione, al momento sperimentata in Cina e nel Nord Europa, dovesse prendere piede, rappresenterebbe un cambiamento pressoché epocale.

Infatti, il battery swap imprimerebbe una decisa sterzata verso l’affermazione dell’elettrico. Perché consentirebbe agli automobilisti un notevole risparmio dei tempi di ricarica, che è uno dei fattori di maggiore diffidenza verso la green mobility. A oggi, pur utilizzando il sistema più veloce (la colonnina ultrafast), si impiegano comunque venti-venticinque minuti. Con la sostituzione della batteria, invece, questi diminuirebbero dell’80%.

Ma le colonnine frenano il boom dell’elettrico anche per un altro motivo: la loro diffusione sul territorio. Ancora molto disomogenea, seppur in miglioramento rispetto a qualche anno fa grazie anche a dei bonus di cui vi avevamo parlato. In tal senso, il battery swap rappresenterebbe una svolta perché la sostituzione della batteria si effettuerebbe nelle stazioni di servizio, cioè in strutture già presenti.

Inoltre, con questo servizio svanirebbe anche il problema della ricerca di spazi nei territori, soprattutto quelli urbani, da riservare all’installazione delle colonnine. E bisogna tenere a mente anche altri due vantaggi: economici e ambientali. Col battery swap i produttori di auto elettriche andrebbero a realizzare batterie più piccole, dunque meno costose. E ci guadagnerebbe anche la natura, perché sarebbero alimentazioni più leggere e con un uso minore di risorse naturali.

Se però il battery swap non si è ancora diffuso su scala mondiale, è a causa di alcune sue criticità. Innanzitutto, per la sostituzione delle batterie occorrerà del personale qualificato ed esperto, per il quale si dovranno sostenere delle spese di formazione.

E anche l’alternativa, ovvero la soluzione automatizzata, non sarebbe esule da risparmi, perché si dovrebbero predisporre strutture per questo compito. Come succede nelle già citate aree geografiche dove il battery swap è in funzione.

A seguire, c’è il problema della tipologia di batterie. Attualmente, per dimensioni e formato differiscono da una casa automobilistica all’altra. Col battery swap invece si dovrà individuare un modello standard che ne consenta lo scambio tra diversi produttori e, soprattutto, modelli di auto. Non bisogna dimenticare poi il fattore sicurezza. La sostituzione potrebbe generare problemi di surriscaldamento e, non da ultimo per importanza, c’è il discorso dello smaltimento.

Come si può intuire, la strada da percorrere è ancora lunga e non priva di ostacoli. Noi continueremo a monitorarla, come abbiamo fatto già

Ford Driving University: la sicurezza nel nome della passione


Ford Driving University: la sicurezza nel nome della passione

Tutto merito dei corsi di guida gratuiti per i clienti Ford Performance

Per Ford la sicurezza non è un optional, ma un bene da coltivare. Nel tempo, con attenzione e senza lasciar niente al caso. Come dimostrano i numerosi ausili elettronici per il conducente presenti sui suoi veicoli. Ma non solo. C’è anche un’altra componente importante per evitare pericoli sulle strade: lo stile di guida.

Ed è per questa ragione che l’Ovale Blu anche nel 2024 sta riproponendo il programma “Ford Driving University“. Una serie di corsi di guida sportiva per i clienti della divisione Ford Performance – proprietari cioè di una Ford Mustang, Ford Fiesta ST e Ford Focus ST – finalizzati a un miglioramento delle capacità al volante unite a un ampliamento delle conoscenze relative agli standard di sicurezza.

In Italia l’idea ha preso forma nel 2017, anche se era già esistente negli Stati Uniti, precisamente a Grantsville, cittadina dello stato dello Utah distante circa mezz’ora di auto dalla più famosa Salt Lake City.

Completamente gratuiti e realizzati con la collaborazione di una serie di piloti professionisti, i corsi di “Ford Driving University” si svolgono su diversi circuiti automobilistici della Penisola e si dividono tra lezioni teoriche e la parte più ambita: la guida in pista. Dove ci si mette al volante e si porta il veicolo al limite, scoprendo i suoi punti di forza e le sue qualità nascoste. Ma soprattutto dove si arricchiscono le nostre conoscenze sugli accorgimenti da mettere in atto per evitare situazioni di pericolo e saper fronteggiare quelle più estreme.

Tra i temi maggiormente presi in considerazione, ci sono: l’impostazione delle traiettorie, l’handling, la staccata, il controllo del sovrasterzo o il comportamento dinamico in condizioni al limite.

Nel 2023 la novità è stata rappresentata dall’avvento dell’elettrico. Il futuro delle quattro ruote. Tanto che il programma ha cambiato denominazione: da “Ford Performance Driving University” a “Ford Driving University“. A catalizzare le attenzioni, il debutto nell’iniziativa di Mustang Mach-E.

Il cambio delle marce, la tipologia di frenata, la gestione dei consumi e la manutenzione del veicolo sono stati gli aspetti maggiormente presi in considerazione. Perché nelle auto a batteria le loro modalità di azione sono differenti rispetto alle tradizionali vetture termiche.

Fino a oggi a più di 1.800 clienti hanno aderito a Ford Driving University. Un grande successo che testimonia la passione che accomuna i possessori di una Ford.

Anche la stagione 2024, che ha alzato il sipario a Modena lo scorso 13 aprile, si preannuncia interessante come le precedenti. Merito anche della partnership con Bridgestone, il costruttore di pneumatici di fama internazionale, sinonimo di qualità e affidabilità. L’obiettivo, oltre al divertimento, è misurarsi con un’esperienza adrenalinica e acquisire maggiore consapevolezza del comportamento delle auto anche per quanto concerne la gestione degli pneumatici.

“La Ford Driving University rappresenta appieno le due anime che contraddistinguono Ford oggi: la

Tre eventi per conoscerci meglio: l’estate di Authos è con voi


Tre eventi per conoscerci meglio: l’estate di Authos è con voi

Divertimento e mobilità: nelle nostre sedi e nei luoghi più belli di Torino una serie di appuntamenti imperdibili

Raggiunta una meta, si guarda subito alla prossima. Nella filosofia di Authos non è previsto cullarsi sugli allori, perché il pensiero è rivolto sempre alla prossima sfida e al prossimo traguardo. E così, dopo lo straordinario quanto pionieristico successo della vendita online, la magnifica intuizione di Francesco Di Ciommo che ha rivoluzionato il mercato dell’auto, adesso il nostro presidente e CEO ha fissato un nuovo obiettivo: aumentare il flusso di clienti presso le nostre sedi.

Dal digitale al fisico, dal virtuale al reale, da raggiungere le persone nei più remoti angoli d’Italia a chi invece abita a due passi da noi. Diverse prospettive, ma stesso concetto di fondo: essere a disposizione delle persone per soddisfare al meglio le loro esigenze di mobilità.

Con queste premesse nasce la nostra partecipazione a tre grandi eventi estivi. Due nelle vesti di organizzatore, uno in quella di partner. Partiamo da quest’ultimo.

Dal 6 luglio al 21 settembre, Authos collaborerà all’iniziativa “Una notte al museo” che si terrà il venerdì o il sabato di ogni settimana (qui il calendario). Una rassegna di nove appuntamenti a cura di “Club Silencio”, società di Torino organizzatrice di eventi, finalizzata alla riscoperta dei luoghi di cultura del capoluogo piemontese. Come la Palazzina di caccia di Stupinigi, la Reggia di Venaria, il Planetario, il Castello di Rivoli, i Musei Reali e i Monte dei Cappuccini. Scenari che faranno da cornice a serate di musica, cocktail party, interattività e giochi a tema ESG per un pubblico di famiglie e di giovani tra i venti ai trentacinque anni.

Proprio la condivisione di valori come ambiente, inclusione e governance ha facilitato l’intesa tra noi e “Club Silencio”. Al punto che in ciascuna delle serate saremo sempre presenti con l’esposizione di una Nuova Ford Puma e una Nuova Ford Kuga. E con il nostro personale pronto a illustrarvene tutti i pregi, nonché a essere a vostra disposizione per soddisfare tutte le vostre curiosità in materia di mobilità e, soprattutto, di mobilità ibrida ed elettrica. Inoltre ci sarà anche un’altra nostra attività: il Live Car Wrapping. Cioè la possibilità di assistere alla verniciatura di un’auto in diretta.

Da protagonisti outdoor a essere attori principali indoor. Come Authos abbiamo deciso di trasformare l’estate in un palcoscenico di divertimento e di socialità. E lo faremo nelle nostre sedi, che saranno teatro di due eventi: “Authos Indoor” e “Authos Summer Weekend”.

“Authos Indoor” si terrà ogni mercoledì del mese di luglio. A turno, a partire dalle 19, i nostri saloni di Moncalieri, Ciriè e corso Grosseto offriranno un aperitivo a cento invitati da noi selezionati, che nell’occasione potranno ammirare le nostre vetture, in particolare Nuova Ford Kuga e Nuova Ford Puma. Ma soprattutto avranno la possibilità di

Nuova Ford Kuga: un pentagono di meraviglie


Nuova Ford Kuga: un pentagono di meraviglie

Ecco almeno cinque motivi per sceglierla

Un pentagono di meraviglie. Ci sono almeno cinque ottimi motivi per scegliere la Nuova Ford Kuga.

A febbraio vi avevamo parlato del suo restyling e delle sue principali peculiarità: il confermato motore EcoBoost da 1.5 di cilindrata; il design più slanciato che beneficerà anche dell’assetto alzato da terra nelle versioni Active e Active-X; il comfort dei sedili sportivi; il sistema di infotainment SYNC 4 con tablet da 13.2″; sul fronte della sicurezza, il Cruise Control Adattivo 2.0 per azionare in automatico i freni in maniera predittiva prima di curve, incroci e rotatorie.

Adesso entriamo ancora più in profondità di questo modello dell’Ovale Blu. Per conoscerlo più da vicino. Ma soprattutto per apprezzarne le potenzialità. E cominciamo proprio da una delle sue due anime propulsive: quella elettrica.

Se siete già al corrente che la nuova versione di Ford Kuga consentirà di percorrere fino a 87 km in città in modalità totalmente elettrica, adesso potete sapere che tra i suoi vantaggi c’è anche la possibilità di ricaricarla in tre modalità. Mediante il cavo di ricarica domestico, che funziona con una spina a 3/2 pin da un lato e una spina a 7 pin dall’altro. I tempi dell’operazione possono sembrare lunghi, circa sei ore, ma l’ostacolo si supera facilmente mettendo il veicolo in ricarica prima di andare a dormire. Altrimenti si potrà fare il pieno di ioni alla batteria con la wallbox. Grazie al cavo di tipo 2 in dotazione si perfezionerà la ricarica in un arco temporale tra le tre e le tre ore e mezzo. Stessa durata anche per la ricarica pubblica con il cavo a doppia presa maschio/femmina.

Sempre in tema di energia, abbiamo il secondo pregio di Nuova Ford Kuga: i consumi ridotti. Merito della duplice alimentazione, che permette di gestire al meglio la parte a combustione, riservandola per i viaggi extra-urbani. Mentre in città si potrà andare in modalità green, riducendo così le emissioni di CO2 nell’aria e ricaricando l’auto mediante la tecnologia Start&Stop e la frenata rigenerativa.

Questi vantaggi consentono di scoprire un altro pregio di questa creatura: la sua versatilità. Nuova Ford Kuga è l’ideale per i tragitti brevi e per quelli di lunga durata. Nei quali si potrà beneficiare anche di un’altra peculiarità: il vasto bagagliaio. Nella versione Plug-In Hybrid arriva fino a 400 litri che, senza i sedili posteriori, possono aumentare addirittura fino a 1.500 litri.

Ma se quando siamo al volante, siamo costretti a guidare in condizioni disagevoli, non sono sufficienti un vasto vano bagagli e un’ottima gestione dei consumi per apprezzare a pieno un’automobile.

Con Nuova Ford Kuga però questo problema non si pone. Perché è stata progettata per tutte le situazioni e per soddisfare tutti i gusti. Merito delle sue cinque modalità di guida. Da quella Normal, ideale se abbiamo una famiglia, alla Eco, che pensa all’ambiente.

Il mito di Ford nella 24 Ore di Le Mans


Il mito di Ford nella 24 Ore di Le Mans

La storia dell’Ovale Blu nella celebre corsa

È la regina delle gare endurance dell’automobilismo mondiale e una delle gemme della Triple Crown (“Tripla Corona”), il più alto riconoscimento per un pilota da corsa. Stiamo parlando della 24 Ore di Le Mans, celebre competizione riservata alle vetture sportive a ruote coperte (Prototipi e Gran Turismo). Nel prossimo week-end (15 e 16 giugno) si disputerà la novantaduesima edizione. 

Si corre su Le Circuit de la Sarthe, che prende il nome dall’omonimo dipartimento del nord-ovest della Francia dove si trova la città di Le Mans. Lungo tredici chilometri, alterna parti di tracciato quotidianamente aperte al traffico (come la D138 e la D139) con altre riservate esclusivamente al motorsport

Qui Ford ha scritto pagine indelebili di questo appuntamento, atteso dagli appassionati di motori (e non) di tutto il mondo e iniziato nel 1923 per volontà dell’Automobile Club de l’Ouest (ACO).

Una di queste è la partenza. Si deve infatti all’Ovale Blu la procedura utilizzata ancora oggi. Dove le vetture si lanciano dopo aver percorso il primo giro dietro la safety-car. Tutt’altra modalità invece fino al 1969. Quando i piloti erano schierati in piedi, sulla sinistra del via, e al segnale dello starter raggiungevano a corsa le loro vetture, disposte sul lato opposto a lisca di pesce. Un format rischioso. Perché molti di loro, per essere più veloci, non allacciavano la cintura di sicurezza.

Così quell’anno il belga Jackie Ickx, memore del grave incidente capitato nel 1968 al suo amico e connazionale Willy Mairesse, in segno di protesta si avviò a passo d’uomo verso la sua Ford GT40 Mk I. E lasciò la griglia in ultima posizione e molto staccato dal resto del gruppo. Ma non fu un problema. Perché grazie a una guida eccezionale, che alternò con Jackie Oliver, rimontò e vinse. Nonostante problemi ai freni e la concorrenza della Porsche di Hans Hermann e Gérard Larrousse. A completare il trionfo, il terzo posto di un’altra Ford GT40 Mk I, guidata dagli inglesi David Hobbs e Mike Hailwood. 

Fu un successo storico. Sia perché dall’anno successivo cambiò il via della gara, sia soprattutto perché fu il quarto e ultimo di Ford come costruttore.

Il poker fu aperto nel 1966 in un’edizione indimenticabile. Merito della tripletta capeggiata dal duo Chris Amon-Bruce McLaren a bordo della GT40 Mk II , spinta da un Ford 7.0L V8 , che per la prima volta nella storia della manifestazione trionfò

Ecoincentivi Authos: opportunità incredibili. Per tutti!


Ecoincentivi Authos: opportunità incredibili. Per tutti!

Presso le nostre sedi offerte straordinarie su tutta la gamma

Grazie agli ecoincentivi di Ford Authos sarà una primavera di incredibili opportunità. Per tutti.

Presso le nostre sedi sono già scattati gli ecobonus per la rottamazione. Molto più vantaggiosi rispetto a quelli statali, che devono ancora partire, e in grado così di soddisfare le esigenze di mobilità più diversificate. Sia sul versante delle vetture che dei veicoli commerciali.

Chi ci segue da tempo, ricorderà come già in altre occasioni abbiamo proposto offerte particolarmente proficue. Semplici e chiari i motivi: essere a vostra disposizione e fare in modo che da noi possiate trovare ciò che è più utile alle vostre necessità. 

Sarà così anche nel 2024. Perché i nostri incentivi non si dimenticano di nessuno. Da chi vuole un’auto a basse emissioni a chi invece ne preferisce una ad alimentazione tradizionale. Per non parlare delle aziende o dei liberi professionisti alla ricerca di van più idonei alle loro attività. 

A beneficiare di questi sconti saranno soprattutto i possessori di un veicolo da rottamare, a patto che ne siano gli intestatari da almeno dodici mesi. E che il prezzo di listino del nuovo mezzo non superi i 35.000  € (45.000 nel caso di Ford Kuga Plug In Hybrid) IVA esclusa. Ma non solo. Riserveremo un trattamento di riguardo anche a coloro che non hanno niente da dare indietro.

Per cui, non rimane che andare a scoprire più da vicino queste grandi offerte.   

AUTO

Tenete a mente che i parametri di riferimento per gli ecoincentivi Ford Authos sono la classe di appartenenza del veicolo da rottamare e la fascia di emissioni di quello nuovo.

  • Euro 0,1 e 2 – Se l’auto che volete dare indietro appartiene a una classe Euro 0, 1 o 2, sono previsti incentivi fino a 9.000 € per l’acquisto di vetture che emettono tra i 61 e i 135 g/km di CO2. Dunque, mezzi a combustione o ibride. Come Ford Fiesta, Ford Puma, Ford Focus, Ford Kuga e Ford Tourneo Connect Blue. Se invece ambite alla Ford Kuga Plug-in Hybrid, dunque fascia di emissioni tra 21 e 60 g/km di CO2, beneficerete fino a 19.000 € di sconto, che salgono a 21.000 € per coloro con un ISEE inferiore ai 30.000 €. Ma non è finita. Perché in prima fascia, emissioni tra 0 e 20 g/km di CO2, abbiamo sempre la nuova Ford Kuga Plug-in Hybrid, ma la versione Titanium, dagli allestimenti particolarmente accattivanti. Per maggiori informazioni, cliccate qui.
  • Euro 3 – Qualora la vostra vettura da rottamare rientri nella

Ford Explorer elettrico: il SUV che guarda al futuro


Ford Explorer elettrico: il SUV che guarda al futuro

Sul mercato da settembre, ma già preordinabile da maggio

Un SUV rivolto al presente, ma con uno sguardo deciso verso il futuro. È il nuovo Ford Explorer elettrico, la prossima novità in casa dell’Ovale Blu. Verso la quale c’è tanta curiosità da parte del mondo dell’automotive. E non soltanto per l’interesse intrinseco a ogni creatura partorita dal colosso di Detroit.

Bensì perché siamo al cospetto di un veicolo rivoluzionario, che ci guida verso il domani delle quattro ruote. Perché realizzato nel segno della tecnologia e della sostenibilità.

Per conoscerlo meglio, iniziamo proprio dalla sua anima. Interamente elettrica. Se l’adesione di Ford alla mobilità sostenibile non fa più notizia, come già raccontato e come dimostrato dalla produzione del 2023, il nuovo Ford Explorer full electric si distingue per le peculiarità della sua alimentazione a batteria.

Un concentrato di autonomia e potenza in nome della qualità. Verrà infatti garantita l’erogazione di 205 kW, pari a 340 CV, grazie ai quali sarà possibile raggiungere una velocità massima di 180 km/h con un’accelerazione da 0 a 100 nello spazio di 5.3 secondi. Prestazioni invidiabili per un’auto elettrica. Al pari della sua durata.

Col nuovo Ford Explorer full electric si potranno percorrere fino a 602 chilometri con una sola ricarica. Appena 80 chilometri meno di quelli necessari per andare da Torino a Roma. E le meraviglie non sono finite. Perché anche le operazioni alle colonnine saranno all’insegna della velocità: sarà più che sufficiente meno di mezz’ora, ventisei minuti per l’esattezza, per assicurarsi una ricarica dal 10 all’80%.

Essere al volante del nuovo Ford Explorer full electric significherà anche beneficiare della sua avveniristica tecnologia. Sempre più intuitiva. Merito del quadro strumenti digitale da 5,3”. Al quale faranno eco il touchscreen regolabile SYNC Move da 14,6” e il sistema audio B&O con subwoofer nella soundbar integrata. Per ascoltare al meglio la nostra musica preferita.

Tecnologia protagonista anche sul fronte della sicurezza.

Sul nuovo Ford Explorer saranno presenti dispositivi come l’Adaptive Cruise Control con Stop&Go, che permette di impostare la velocità preferita e di diminuirla, in caso di ostacolo sul proprio cammino, per poi riacquistarla una volta superato. Oppure come la Rear View Camera, ideale per le manovre di parcheggio, perché ci consente di sapere quello che accade alle nostre spalle.

E non bisogna dimenticare il sedile di guida elettrico con memoria, che richiama immediatamente la posizione naturale del guidatore, dei retrovisori e del piantone.

All’esterno, invece, risaltano i fari full LED matrix, che migliorano la visibilità senza abbagliare gli altri conducenti, offrendo una guida più sicura ed efficiente.

Cerchi in lega da 19″, portapacchi con capacità di carico fino a 75 kg e gancio di traino elettrico che può trascinare fino a 1200 kg, completano i punti di forza del nuovo Ford Explorer full electric. Ideale per le famiglie, soprattutto quelle amanti dei grandi viaggi. Perché le

Mobilità ecologica: le colonnine di Torino e il nuovo progetto di Ford


Mobilità ecologica: le colonnine di Torino e il nuovo progetto di Ford

Sempre più in crescita la transizione verso l’elettrico

Mobilità sostenibile. Uno sguardo al di là e al di qua dell’Oceano. Al termine del primo trimestre del 2024, andiamo a dare un’occhiata sullo stato di avanzamento dell’elettrico nell’automotive. Una notizia interessante arriva dagli Stati Uniti e coinvolge direttamente Ford.

Ford Pro, il brand globale dell’Ovale Blu che si rivolge ai clienti dei veicoli commerciali e alle flotte aziendali, ha sottoscritto un accordo con Xcel Energy, provider di energia elettrica e servizi che opera in 8 Stati americani, per la realizzazione di trentamila postazioni di ricarica per veicoli elettrici negli Stati Uniti entro il 2030 riservati alle flotte aziendali Ford. Il progetto si chiamerà “30×30”, i lavori inizieranno nel 2024 in Colorado e Wisconsin per poi proseguire in altri sei Stati.

Chiaro l’obiettivo: incoraggiare le aziende a un maggior utilizzo progressivo di veicoli ad alimentazione elettrica.

Detto degli Stati Uniti, che cosa sta invece accadendo in Italia? A che punto è la transizione ecologica delle quattro ruote nel nostro Paese?

Le ultime notizie fanno ben sperare. Perché al termine del primo trimestre di quest’anno il numero delle postazioni di ricarica su tutta la penisola è aumentato del 31,5% rispetto al 31 marzo 2023. Almeno secondo il monitoraggio compiuto da “Motus-E”, prima associazione in Italia formata da operatori industriali, filiera automotive, mondo accademico e movimenti di opinione, impegnata a sensibilizzare verso la mobilità elettrica.

A fare da traino verso questo cambiamento, soprattutto cinque regioni. La Lombardia, davanti a tutti con 10.158 installazioni, seguita da Piemonte (5.841), Veneto (5.167), Lazio (5.141) ed Emilia-Romagna (4.516).

Il Nord Italia è la zona più virtuosa, visto che ospita il 58% delle infrastrutture di ricarica presenti sul suolo nazionale.

La distribuzione disomogenea è però il freno all’affermazione della green mobility come avvenuto in altri Paesi d’Europa, per esempio la Norvegia, anche se proprio il risultato di questo inizio 2024 è di ottimo auspicio per il futuro.

Sulla rete autostradale sono presenti al momento 942 postazioni, di cui il 40% nelle aree di servizio. L’85% di esse è a corrente continua. Spostando la nostra analisi sulle città, notiamo come la Provincia di Torino occupi attualmente il quarto posto con 2.429 unità dietro Roma, Milano e Napoli. 778 di queste si trovano nel comune del capoluogo piemontese. E per individuare quelle più vicine, si può ricorrere a una delle tre mappe online predisposte per questo servizio come “Be Charge”, “Next Charge” o “Enel X”.

Il progetto negli States è solo l’ultimo atto, in ordine di tempo, dell’impegno di Ford nella mobilità sostenibile.

Da due anni a questa parte, l’Ovale Blu ha intrapreso con decisione un cammino di adesione e sostegno all’idea di decarbonizzazione del pianeta. A partire dall’immissione sul mercato di almeno nove esemplari di veicoli ibridi o totalmente elettrici.

Alcuni di questi sono già disponibili. Per cui, se ne volete

Sostenibilità ambientale: le idee di Ford e di Authos


Sostenibilità ambientale: le idee di Ford e di Authos

Dalla raccolta delle olive alla riduzione degli imballaggi

L’automotive del domani? Ancora più nel segno della sostenibilità. E non soltanto per l’avvento dell’elettrico. Questo perché le vetture potranno essere realizzate attraverso processi di economia circolare che implementino il fattore ambientale. Come la creazione di componenti per l’abitacolo in materiali biocompositi. Un’idea in cantiere da diversi anni e della quale si è parlato a più riprese. Perlomeno da quando i veicoli ad alimentazione ibrida si sono affacciati sul mercato.

Adesso però qualcosa si muove in concreto. Grazie a COMPOlive, il progetto di Ford finalizzato a realizzare proprio questi componenti attraverso il riciclo dei materiali di scarto della raccolta delle olive.

In Andalusia, regione della Spagna produttrice del 10% dell’olio mondiale, ogni anno la potatura degli ulivi genera almeno 7 milioni di tonnellate di scarti. Cioè, foglie, rami e fibre. Così gli ingegneri dell’Ovale Blu hanno pensato di utilizzarlo per abbinarlo a plastica riciclata e dare vita a una serie di prototipi di elementi della vettura come poggiapiedi e parti del bagagliaio. Questi si sono dimostrati robusti e resistenti al pari di quelli normalmente fabbricati in plastica. Al punto che adesso Ford sta valutando se riproporli su scala industriale, installandoli sulle nuove generazioni di veicoli elettrici.

Questa idea è sinonimo di lotta all’inquinamento, perché evita la combustione per lo smaltimento dei rifiuti. E riflette sotto un’altra veste la scelta del colosso statunitense di puntare verso una mobilità green, contribuendo a un futuro più sostenibile.

Riciclo ed economia circolare sono due valori centrali anche per Authos. Da quando abbiamo intrapreso il cammino virtuoso che ci ha permesso di raggiungere prima la certificazione ESG e poi lo status di società benefit, abbiamo messo in atto anche nuove politiche aziendali a favore dell’ambiente.

Come il riutilizzo quasi completo dei materiali da imballo forniti da Ford Italia. Rispetto al 2021, abbiamo registrato una diminuzione della quantità di rifiuti prodotti pari al 60%. Un risultato figlio della rottamazione dei veicoli, che hanno registrato una significativa variazione nell’anno oggetto di rendicontazione. In parallelo, i nostri rifiuti principali, cioè i veicoli fuori uso (CER 160104*), al termine del 2022 ha subito un drastico calo rispetto all’anno precedente, con una riduzione stimata di circa il 70% in termini di quantità assolute.

Inoltre, abbiamo adottato una serie di pratiche consapevoli per la riduzione del consumo di acqua in attività che ne richiedono il prelievo. Come l’installazione di impianti di lavaggio delle vetture, che consentono il riciclo di quasi tutto il quantitativo utilizzato. In questo modo, si riduce sia il prelievo dall’acquedotto che la quantità di acqua utilizzata.

Queste scelte rappresentano la consapevolezza da parte di Authos dell’importanza dell’elemento ambientale nella realtà odierna. Ciascuno di noi è chiamato a fare la sua parte e contribuire a uno sviluppo sostenibile del pianeta. Una condotta che significa anche avere maggiori prospettive sotto il profilo

Clamoroso! Harrison Ford figlio segreto di Henry Ford!


Clamoroso: Harrison Ford figlio segreto di Henry Ford!

Sconvolgente confessione del celebre attore di Hollywood

Una parentela impensabile per una notizia clamorosa: Harrison Ford, il celebre attore di Hollywood, è il figlio segreto di Henry Ford, il fondatore della famosa casa automobilistica. A rivelarlo, in un’intervista al mensile californiano “Stars and Secrets”, è stato proprio l’interprete di pellicole entrate nella storia del cinema come Guerre Stellari e Blade Runner.

L’annuncio ha provocato un vero e proprio terremoto in entrambe le famiglie, fino a oggi semplici omonime nella loro mondiale popolarità. Se sul set di casa Ford (Harrison) regna un disorientamento così forte da non rilasciare dichiarazioni, ai piani alti dell’Ovale Blu nessuno avrebbe mai immaginato che l’illuminato progenitore, oltre a creare un’auto di successo, avesse dato il suo contributo a mettere al mondo uno dei simboli del cinema moderno.

Personaggi come Indiana Jones, Ian Solo e Rick Deckard hanno conquistato milioni di appassionati con il loro coraggio, la loro intraprendenza e uno spiccato spirito di avventura. Le medesime qualità dell’uomo che ha dato loro un’anima e un volto: Harrison Ford.

Ottantadue anni il prossimo 13 luglio, stavolta più James Marshall (il presidente di Air Force One) che Richard Kimble (Il Fuggitivo), vista l’enormità delle sue dichiarazioni, tranquillamente paragonabile a quelle del principale inquilino della Casa Bianca.

Ma perché arrivano proprio adesso? E quale storia si nasconde dietro questa incredibile parentela?

La scelta di Harrison Ford nasce dalla promessa fatta nel 2004 alla mamma, Dorothy Nidelman, poche settimane prima che se ne andasse. Nel ventesimo della sua scomparsa avrebbe rivelato al mondo questo segreto che lei gli aveva confidato sul letto di morte.

Di origini ebree, la donna era giunta negli Stati Uniti insieme alla sua famiglia nel 1934. Sbarcati al di qua dell’oceano, i Nidelman si stabilirono a Dearborn, quartier generale della neonata fabbrica di Henry Ford. Le sue auto avevano cominciato a conquistare il mercato, grazie soprattutto alla Ford Model T. Il lavoro aumentava e c’era bisogno di nuova manodopera.

Così il magnate statunitense decise di allargare ben volentieri i cordoni della borsa, consapevole che più forza-lavoro gli avrebbe consentito di aumentare la produzione e, di conseguenza, veder lievitare gli introiti. E tra le numerose assunzioni ci fu spazio anche per il padre di Dorothy, che trovò un impiego come capomastro.

Poi, nel 1938, non appena compì i ventuno anni, fu il turno della figlia, desiderosa di dare una mano alla numerosa famiglia, visto che era la più grande di otto figli (quattro maschi e altrettante femmine). La sua abilità con le lingue straniere le consentì di trovare un posto nell’ufficio relazioni con l’estero. Ma fu solo l’inizio.

Seppur attempato, Henry Ford seguiva sempre quotidianamente l’attività della sua azienda. E in uno dei suoi passaggi conobbe Dorothy, rimanendo incantato dalla sua capacità poliglotta. La giovane parlava ben cinque lingue. Così la promosse segretaria nella direzione generale.

Il salto di

Ford Puma: storia di una meraviglia!


Ford Puma: storia di una meraviglia!

Origini e successi di uno dei SUV crossover più amato dagli italiani

“Crossover, cross people”. Uno slogan ideale per Ford Puma, una delle vetture più riuscite dell’Ovale Blu, in grado di soddisfare i gusti di numerose persone. Dalle famiglie a giovani e meno giovani.

Una vasta fascia di pubblico conquistata in breve tempo da questa meraviglia, sul mercato da pochi anni (2019), nei quali però ha saputo meritarsi la definizione di “uno dei SUV crossover più amato dagli italiani”.

E pensare che le sue origini furono di tutt’altra natura. Era il 1997, quando Ford lanciò sul mercato questo modello. Di gran lunga diverso rispetto all’attuale.

Perché sì compatto, ma soprattutto basso e sportivo. Un coupé, come quelli in voga all’epoca. Rimase in vendita fino al 2002,  un solo restyling (1999) e 130.000 esemplari venduti. Non perché non piacesse, bensì perché i gusti del pubblico stavano cambiando. Quei cinque anni furono però più che sufficienti perché Ford Puma venisse nominata “Auto dell’anno” (1997) dalla rivista Top Gear e miglior auto sportiva usata dalla rivista What Car nel 2001.  

Poi, un balzo in avanti nel tempo di oltre vent’anni. Con atterraggio a settembre 2019. Germania, Salone dell’Auto di Francoforte. Dove Ford Puma torna a ruggire agli occhi del pubblico. Però in una veste totalmente nuova, che non ha niente a che vedere con la precedente.

Perché ha le dimensioni di un crossover compatto e le linee di un’auto sportiva. L’impatto è impressionante e al di sopra delle migliori aspettative.

Già a gennaio 2020 sempre What Car la nomina “Auto dell’anno” e in Italia chiude al sesto posto tra le auto più vendute del suo segmento con 24.135 unità. Il 2021 è l’anno del boom. Ford Puma risulta infatti l’auto dell’Ovale Blu più venduta in Europa, 133.000 esemplari, di cui oltre 80.000 già nel primo semestre.

Non era mai capitato per un SUV del colosso di Detroit. Ma c’è di più. In un anno nel quale l’automotive si lecca ancora le ferite per la pandemia, Ford Puma si piazza anche al quarto posto con (28.556 immatricolazioni) nella classifica di settore. E non ci pensa minimamente a fermarsi. Tutt’altro.

Si ripete anche nel 2022. Nel primo trimestre conquista le vette del mercato italiano (oltre 9.300 unità consegnate) e il 93% di queste hanno la motorizzazione EcoBoost Hybrid. Alla fine dell’anno, invece, risulta il secondo crossover

Assicurazione: fondamentale, ma non per tre milioni di veicoli


Assicurazione: fondamentale, ma non per tre milioni di veicoli

Sulle nostre strade circolano un alto numero di irregolari 

Assicurazione, questa sconosciuta. Almeno per tre milioni di veicoli.

Il dato preoccupante è stato divulgato da Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) al termine del 2023, a margine della conferenza stampa sui risultati del progetto “Plate Check” realizzato insieme alla polizia stradale. Ed è una cifra che fa riflettere. Perché equivale al 5.6% dei mezzi circolanti sulle nostre strade, cioè più di uno su venti, e fa capire quanto alta sia la probabilità di un incidente che veda coinvolto almeno uno di essi.

Eppure, dell’assicurazione non si può fare a meno. Perché? Perché è la nostra garanzia contro i guai al volante. Meglio conosciuta come RCA auto, ci tutela dai rischi derivati dalla circolazione stradale. Infatti, qualora uno o più mezzi incorrano in un sinistro, le loro compagnie garantiranno la copertura economica del danno. Per cui averla è doveroso.

Tra l’altro, dalla fine del 2023 è obbligatoria anche per i veicoli che non scendono in strada o che rimangono in sosta in aree private. Una misura giunta in ossequio a una direttiva europea sul punto, che elimina quindi la possibilità di non assicurare quei mezzi fermi da tempo o che non circolano in aree accessibili al pubblico. Gli unici esenti da questa misura sono quelli formalmente ritirati dalla circolazione oppure sottoposti a un provvedimento restrittivo da parte dell’autorità competente.

Anche alla luce di queste novità, l’assicurazione è fondamentale. Farsi trovare sprovvisti, comporta sanzioni spiacevoli e pesanti. Innanzitutto, si incorre nel sequestro del mezzo e nella sospensione della patente per un anno qualora fossimo coperti da una polizza falsa.

Successivamente, saremo costretti a pagare una multa. Molto salata. Secondo quanto previsto dall’articolo 193 del Codice della Strada, l’importo varierà da 866 a 3.464 euro. La sanzione dovrà essere saldata entro sessanta giorni e potrà essere decurtata del 25% qualora l’assicurazione dovesse essere rinnovata entro trenta giorni dalla sua comunicazione. Oppure se, sempre nel medesimo arco temporale, si decidesse di rottamare il veicolo.

Come si può intuire dall’importo, siamo al cospetto di una somma ingente, motivo valido e sufficiente per essere in regola. Soprattutto pensando ad altre conseguenze. Ancora poco gradevoli. Perché qualora dovessimo causare un incidente e il nostro veicolo non fosse assicurato, saremmo costretti a risarcire i danni in prima persona.

Diverso invece il discorso qualora fossimo nel giusto. In quel caso, si potrà presentare domanda di risarcimento al “Fondo di Garanzia delle Vittime della Strada”.

Inoltre, l’assicurazione non prevede il tacito rinnovo. Ci deve essere sempre una esplicita richiesta da parte del proprietario del veicolo, che può beneficiare al massimo di una proroga di quindici giorni concessa dalla compagnia di appartenenza.

Oltre che un dovere civico, essere in regola con l’RCA auto rientra anche nei giusti comportamenti da tenere per garantire la sicurezza stradale. Un aspetto molto caro